lunedì 14 gennaio 2019

L'esperienza

Questa in assoluto è l'esperienza più significativa della mia vita, mai scritta nero su bianco.
La riporterò con le parole di allora, descrizione non contaminata da nessun tipo di conoscenza simbolica.
Era il 3 dicembre di 7 anni fa il 2011, avevo precisamente 32 e mezzo.
Attraversai il periodo più nero della mia vita che mi portò una profonda depressione dalla quale non riuscivo ad uscire.
Mia sorella decise di portarmi nella chiesa di Santa Balbina presso Caracalla in cui un frate, padre Ludovico, svolgeva delle messe di guarigione.
In quel periodo mi sentivo completamente priva di fede e per me quello era solo un modo come un'altro di passare un sabato pomeriggio, certa che nulla sarebbe servito a togliermi quello stato di nerezza profonda che sentivo dentro.
Quando arrivammo delle persone che organizzavano le messe ci fecero posizionare in un'area prossima all'altare, in cui anticamente veniva collocato il coro con gli strumenti musicali.
La prima cosa che notai fu l'immagine centrale e preponderante del Cristo risorto, mi colpì profondamente.
Dopo il rosario iniziò la funzione vera e propria e padre Ludovico consacrò l'acqua e il sale per passare poi alla benedizione di ognuno dei partecipanti alla messa.
Uno dopo l'altro tutti i partecipanti venivano benedetti con l'acqua santa..
Mentre si avvicinava il mio turno, una tremenda paura si insinuò in me, paura che fossi posseduta da una forza demoniaca che mi portava a desiderare addirittura la morte.
Nel momento in cui fu davanti a me, lo guardai diritto negli occhi...
I suoi profondi occhi cerulei, buoni come quelli di un padre premuroso, ma solenni e penetranti, fui letteralmente trasportata in una dimensione diversa da quella presente, questa sensazione durò un secondo per quanto riguarda la vita materiale, ma un "attimo d'immenso" per quanto riguarda la vita spirituale (non so spiegarlo in maniera diversa).
"Sentii" come una voce che mi diceva di non aver paura, "vidi" una freccia di luce attraversare il mio cuore, una luce di amore, ma di un amore puro, intenso, mai provato prima nella mia vita, questa Luce si irradiava dal cuore in tutto il mio corpo, sentii che tutto aveva un senso e il senso era quell'estasi di Vita che entrava in me.
Piansi per tutto il resto della messa, lacrime di gioia di liberazione, la mia vita aveva un senso e quel senso era quell'amore straordinario, non umano che avevo provato e che mi aveva irradiato.
Successivamente, alla fine della funzione, padre Ludovico unse tutti coloro che avrebbero voluto (fu una specie di cresima), io feci anche quell'esperienza, e, nel momento in cui pose il suo dito sulla mia fronte, mi ritrovai librante in cielo (questa è l'immagine che "vidi" non posso essere più precisa nella descrizione) le mie braccia, in questa esperienza e immagine interiore, erano aperte e accoglievano quella sensazione di santità che permeava tutto intorno, in quello spazio senza tempo e dimensione.
Uscii dalla Chiesa spiegando a mia sorella cosa era accaduto in me, lei pur avendo fatto lo stesso percorso e sentendosi serena, non era arrivata alla mia stessa esperienza, lei capí dai miei occhi che tutto il mio dolore era sparito, la mia rabbia con la vita era andata via, tutto era perdonato dentro di me anche il male ricevuto... Tutto... in nome di quell'Amore che avevo provato.
Tutte le persone che mi conoscevano bene mi trovarono diversa, nello sguardo, nella pace che irradiavo.
Capii che tutte le mie esperienze mi avevano portato là... a Dio...
Uscii dalla chiesa con questa sensazione:
"Avevo compreso Tutto pur non sapendo Niente" (queste sono le testuali parole che riportai a mia sorella), "era come se qualcuno mi avesse dato un enorme mazzo di "chiavi" che aprivano tutte le "porte" che volevo, il mio compito sarebbe stato cercare la chiave giusta per la porta giusta.."(Anche queste sono le parole che usai sette anni fa).
A quel tempo la mia mente non era "contaminata" intellettualmente da informazioni di nessun tipo, ma mi resi conto che avrei dovuto cercare, capire, comprendente, scavare nel passato per decifrare ciò che mi era successo, ma soprattutto, creare un quadro generale riguardo alle mie esperienze passate culminati in questa...
A oggi devo dire che ogni libro scelto in questi sette anni mi ha lasciato una chiave sempre più specifica e crescentemente più profonda per la  comprensione di tutta la mia vita "simbolica", tanto più mi sono avvicinata alla Tradizione quanto più precise erano le interpretazioni delle mie esperienze.
Da quel 3 dicembre la spinta della mia vita è rimasta a quell'Amore provato.
A.M.

Aggiornamento del 26 giugno 2019
C'è da dire alcune cose riguardo a questa esperienza che ritengo davvero unica e alla luce di intuizioni recenti e di ulteriori studi, voglio integrare con alcune considerazioni.
Intanto devo precisare una cosa, il periodo "nero" che mi ha portato in uno stato di completo "smarrimento" in realtà fu qualcosa di più simbolico;
1) Quel periodo mi resi conto che la mia vita come la stavo conducendo non aveva senso, mi spiego meglio, ho provato in tutta la mia esistenza, fino ad allora, di mascherare delle mie attitudini spontanee verso lo spirituale spacciandole per stranezze e cercando di uniformare e normalizzare tutta la mia vita.
C'è da dire un'altra cosa che in quel periodo senza rendermene conto mi sono spogliata di tutte le maschere della finta felicità che mi poteva offrire una vita super mondana.
In più sempre quel periodo il mio pensiero unico era quello di farla finita, ma questo pensiero era in realtà un desidero di morte dell' ego sfruttato in maniera opposto all'anima e questo lo posso affermare chiaramente perché la mia disperazione non era causata tanto dall'esterno (e quindi il suicidio viene usato come arma a doppio taglio di punizione per gli altri e spegnimento del dolore per se stessi, insomma in maniera molto egoica ci si vuole da una parte vendicare da un'altra è l'atto finale di vigliaccheria) ma dal mio profondo essere e la sofferenza proveniva dal fatto che mi stavo spogliando di una corazza che mi lasciava aperte troppe ferite.
L'amore per la mia famiglia mi fece desistere dal commettere un atto simile...ripeto l'amore...
2) Quando entrai in quella chiesa il mio stato non era di totale miscredenza, credo che al contrario, a differenza del fedele che chiede disperatamente la grazia con aspettativa, io salii le scale di quel luogo sacro senza alcuna pretesa.
Spogliata dunque di quella parte di ego che "pretende" qualcosa da Dio in cambio di devozione.
3) l'icona cristica che trovai in quella chiesa era forse il simbolo più adatto alla sofferenza che stavo provando in quel periodo... mi ricordo che già guardando quel quadro il mio animo cambiò.. il Cristo risorto..
4) all'entrata ci fecero scrivete su un biglietto un desiderio da chiedere.. io non desiderai nulla per me stessa ma espressi un desiderio generale di amore e felicità per tutti (e questo avvalora la frantumazione dell' ego di quel periodo)
5) qui andiamo un po' più nello specifico perché voglio parlare del raggio di luce che mi attraversò il cuore... Questo raggio veniva dall'alto verso il basso e fu un'esperienza che mi catapultò in una dimensione spazio-tempo diversa da quella che normalmente si vive in questa esistenza.
Chi ha modo di comprendere comprenda.
6) il simbolo delle chiavi "il simbolismo della chiave è duplice in uno... chiusura e apertura: è al tempo stesso un ruolo di iniziazione... possedere la chiave significa essere stato iniziato.... essa indica l'accesso a uno stato, a una dimora spirituale, a un grado iniziatico... la chiave è il simbolo del Mistero da svelare, dell'enigma da risolvere, dell'azione difficile da intraprendere: il lampo dell'illuminazione e della scoperta..."
Da sottolineare la presenza del lampo, o il fascio di luce...
7) voglio dire che l'effetto di quell' evento, in maniera ciclica e attraverso un percorso personalissimo, è costante e duraturo. Tra l'altro mi ha dato accesso a una guida interiore che mi tiene sempre costantemente impegnata alla ricerca spirituale...

Scrivo queste parole nella più completa onestà e umiltà, ma che doverosamente devo riconoscere, non tanto a me stessa ma all'esperienza unica che Dio mi ha concesso di sperimentare nella vita e che onoro con impegno e devozione da allora.

lunedì 7 gennaio 2019

Globuli bianchi e tiroide

C'è stato un periodo consistente della mia vita, ma soprattutto nella fascia che va dall'infanzia fino alla prima metà dei 20 anni, in cui il mio corpo era spesso soggetto a malattie autoimmuni come, ad esempio, una grave forma di herpes recidiva che mi attaccò perfino le mucose.
Nel corso della mia vita spesso i miei globuli bianchi erano superiori alla quantità normale, ma il mio stato generale non presentava dei disturbi tali da indurre i dottori ad approfondire su malattie considerate "gravi".
E intanto io stavo sempre male e gran parte della mia giovinezza l'ho passata a cercare di arginare questa sofferenza sia fisica che psicologica ma soprattutto limitante.
Solo a 32 anni, dopo un'esperienza che cambiò radicalmente la mia vita, ma soprattutto la mia posizione verso l'extrasensibile e l'accettazione di tutto ciò che mio malgrado avevo vissuto fin da piccola al proposito, solo allora la mia salute ebbe una svolta incredibile.
Finalmente non dovevo fare sempre i conti con qualsiasi piccolo sbalzo di temperatura che per me era pericoloso all'ennesima potenza...
Devo dire però che da allora iniziai a soffrire di tiroidite autoimmune che però riesco ad oggi a controllate in maniera del tutto naturale con grande sorpresa del mio medico curante esperto in materia.
Tra l'altro mi sono domandata per anni il motivo per il quale si fosse manifestata questa malattia specifica proprio in questa seconda fase della mia vita..
Ho trovato, nel libro il simbolo del corpo umano, un riferimento ai globuli bianchi che mi ha fatto pensare inevitabilmente a quella fase della mia vita in cui rifiutavo categoricamente tutto ciò che mi "divideva" dalla normalità più assoluta.
In più ho trovato un significato profondo della tiroide che mi ha lasciato sbalordita.
Vado di seguito a riportare ciò che ho scoperto in merito.
"Il globulo bianco ha un ruolo primordiale nella struttura del primo "io" nel bambino e nell'adolescente e forse più destrutturante di quanto si pensi nell'uomo che rende eccessivamente forte questo io individualista e narcisista e che crea uno sbarramento davanti alla"porta degli uomini"...
Il globulo bianco inizia psicologicamente il bambino al percorso di differenziazione... gli insegna a distinguere l'"io" dal "non io" dato che esso stesso riconosce l'"estraneo" (l'antigene) e lo riceve come avversario e non come nemico... l'avversario suscita nel globulo bianco il suo omologo attivando il processo di riconoscimento....
L'oppositore non si colora dell'oggetto che combatte più di quanto non si scopra portatore lui stesso di quell'oggetto.
In questo senso "combattere contro" è un'autodistruzione.
Il globulo bianco è l'istruttore per eccellenza del fatto che ogni "guerra" dovrebbe essere spirituale... attraverso il riconoscimento dell'"altro" si costruisce il primo tipo di risposta immunitaria... assimilando l'"altro" assorbe l'"estraneo"...
Un'autentica armata magistralmente schierata per combattere con l'avversario, il quale, rivela essenzialmente il combattimento a se stesso e suscita il suo potere di assimilazione...
L'importanza del globulo bianco induce la strutturazione del primo "io" o perlomeno risponde alla legge unica secondo la quale il primo "io" si forgia a contatto con il "non-io" e in opposizione ad esso... all'acquisizione... dell'identità...
Induce anche l'emergere della seconda identità del soggetto iniziandolo alla qualità della vera lotta... schierando un arsenale d'armi sempre più sofisticate... l'uomo... lotta con l'avversario che è l'oggettivazione dell'avversario interiore...con lui (ha) un immenso potenziale di ricchezze....
Se queste energie potenziali non sono mutate, con un lavoro d'integrazione, in forze di luce, sono loro stesse a rivolgersi contro l'uomo e determinare malattie...
Il ruolo del globulo bianco è quello di istruttore per eccellenza di tale lavoro...
Attualizzate queste energie illuminano il sangue e diventano informazioni; formano l'albero della conoscenza e ne fanno maturare il frutto..
Tale uomo conquista in sé "terre nuove"...
Con questa dinamica di conquista si possono... capire le guarigioni che sfuggono alla logica medica..."
"La tiroide
...Il passaggio "dalla porta degli dei", al di là della quale l'uomo coglie la sefirat da'at, la conoscenza... La tiroide detta "pomo d'Adamo"...
La tiroide poggia su 7 vertebre cervicali.
In greco thyroeidés, "che ha la forma di una porta", la tiroide sembra essere la porta dell'UNO al settemplice e quella del settemplice all'UNO.
Curiosamente questa ghiandola secerne iodio (che richiama lo yod)
È chiamata "pomo d'Adamo; è il primo della spada, lo yod, il Verbo.
Anatomicamente è alla base della lingua, simbolo del Logos, il Verbo.
..Ha un'azione diretta sulla funzione della crescita...
Simbolicamente occupa il posto della sefirah da'at... la conoscenza...È posta dalla tradizione sul tragitto che collega la "porta degli dèi" a Keter.
È il germe e il frutto dell'albero della conoscenza. Colui che diventa questo frutto e che lo coglie si fa Verbo e apre il "cammino dell'albero della vita" custodito dalla spada dei cherubini..."
A.M.

venerdì 4 gennaio 2019

Come al solito mi capita il libro giusto nel momento giusto...
Momento di grande confusione e caos, dopo la scomparsa di mio padre preceduta dalla morte della mia fonte di gioia (quando tutto andava storto c'era lei a ridarmi il sorriso) la mia adorata gattina Lilli..
Padre e "figlia", come se due archetipi importanti dovessero "cadere" per essere integrati a livello profondo attraverso l'insegnamento dell'esperienza ad essi attribuito..
Tutto questo mi ha causato uno stato di caos e disordine interiore come se  camminassi in un tunnel oscuro da cui non riesco a vedere un bagliore di luce...
So che c'è...
Ma per ora non riesco a vedere questa luce, talmente lontana che il mio "occhio" non riesce a scorgere il puntino luminoso in fondo...
È come se ovunque mi girassi vedessi tenebra e confusione, ogni domanda non trovasse risposta...
Giorni fa mi arrivò un'intuizione, una parte profonda di me si domandò se forse il mio affanno della ricerca di un sollievo a tutto ciò, fosse proprio la causa della mia condizione di caos, se forse non dovessi aspettate pazientemente che la luce si manifesti da sé senza cercare di raggiungerla annaspando nel buio...
In realtà questo mie era stato anche suggerito da una persona a cui confido le mie sensazioni più intime e profonde, ma fin tanto non sono io stessa a sentire una spinta interiore che mi suggerisca cosa fare, un consiglio rimane solo e comunque un consiglio esterno..
A livello umano è normale voler trovare un senso alla sofferenza, voler cercare una soluzione per migliorare la propria vita, ma forse in questa fase della mia vita devo farmi traghettare ovunque la corrente degli eventi mi debba necessariamente portare..
Ricordo una cosa importantissima, che la pazienza non è una condizione di nichilismo passivo, bensì un saper attendere con forza e virtù di chi è centrato in sé stesso..
Un saper controllare sopratutto gli istinti dell' ego che vogliono tutto subito, o che devono cercare una panacea al dolore che non accettano come condizione necessaria successiva a degli eventi...
C'è bisogno che io ritorni "bambina", senza applicare il mentale sulla ricerca di un senso... e in fondo so cosa fa una bimba in situazioni critiche perché la mia infanzia me lo ha insegnato come una scuola!
Solo così, forse, la luce può tornare a farsi vedere alla fine di questo infinito tunnel...
A.M.

Il potere creativo della sofferenza sarà operante soltanto se l'uomo ritorna bambino.
"Se non diventate come bambini, non entrerete nel regno" (Marco 10, 15; Matteo 18, 3; Luca 18, 17; Giovanni 3, 3).
Vero adulto è colui che sa ritornare bambino, abolire il suo mentale e lasciarsi portate dall'evento verso la terra nuova del suo essere, accettando di non capire niente.
Su questa terra nuova, gli sarà data intelligenza.
Egli non accuserà nessuno, ma si rimetterà totalmente in discussione affinché la luce penetri più profondamente in lui "e le opere di Dio si manifestino in lui" (Giovanni 9, 3)
"Il simbolismo del corpo umano" di Annick de Souzenelle

mercoledì 2 gennaio 2019

La "rivincita" di Medusa


20/12/18

Questa statua mi ha colpito molto, nell' istante in cui l'ho vista ho avuto una sorta di pathos colmo di informazioni simboliche oggettive.
Ho cercato delle info e ho scoperto che  è diventata il simbolo della rabbia femminista... 
Per me questa statua con la rabbia femminista non c'entra nulla....
Quando ho visto l'immagine della statua non ho pensato soggettivamente a cosa poterci proiettare ma ho visto l'insieme oggettivo e ho analizzato poi i particolari simbolici...

Tutte le opere simboliche hanno diversi gradi di profondità di lettura... e ognuno di noi vede in un simbolo ciò che riesce a scorgere...

Se su qualcosa ci proietti un tuo pensiero, non dai modo al simbolismo oggettivo di venir fuori
La gente tende a creare sui simboli la propria battaglia personale invece di osservare al di fuori del proprio ego e comprendere.

Un'altro aspetto proiettato sulla statua è il sacrilegio del contro-mito di Perseo vincitore, per lo più fa parte della critica maschile.
Per mia natura sono contraria ai contro-miti perché in ogni racconto mitologico c'è un'esegesi complessa e simbolica, in questo caso ho notato alcuni particolari che mi hanno distolto dal pensiero sacrilego.
Se il mito fosse stato invertito medusa avrebbe, il suo aspetto mostruoso, qui c'è altro.

Anche l'aspetto controiniziatico secondo me non ha ragione di esistere anche perché la controiniziazione funziona solo con chi non sa riconoscere i simboli.

("È spesso accaduto che le oscurità, e le stesse contraddizioni, fossero perfettamente volute, e che i particolari inutili avessero lo scopo dichiarato di sviare l'attenzione dei profani, così come un simbolo può essere intenzionalmente dissimulato in modo ornamentale più o meno complicato" Guénon) 

Vado ad analizzare i simboli più evidenti;

I capelli (serpenti) spostati a sinistra; conoscenza dei grandi misteri 

La gamba e il piede sinistro postati in avanti; nella massoneria il left food è un simbolo molto conosciuto e iniziatico 

Costole e bacino sono ben definiti da due triangoli che se prolungati creano una stella di David;
Il tipo di spada (credo una scimitarra) posizionata a sinistra; la scimitarra (e non la spada a doppio taglio che viene attribuita al nome di Dio, al Verbo, in quanto rappresenta l'equilibrio tra due opposti, la spada a due tagli vivifica o uccide, vivifica colui che passa la "porta degli uomini e uccide l'altro) è un tipo di sciabola turca rappresenta il trofeo tolto al nemico
E la testa recisa a destra che rappresenta la caduta del re buono e passivo (nel mito Perseo diventerà un re di pace), grazia-misericordia, la sephirà chesed è femminilizzata nel suo sentimentalismo emozionale, la Vittoria femminilizzata diventa conquista vanitosa. Ridare alla destra la sua dimensione ontologia, vuol dire ridarle il suo potere maschile. La sapienza divina sorpassa tutte le etiche, essa a noi appare come follia 
Chi ha fatto o commissionato la scultura non l'ha fatto per mero gusto personale... ma credo che la scultura abbia una storia dietro e infatti Medusa ha un'espressione seria e rigorosa mentre oltre all'aspetto mostruoso ci si aspetterebbe un sorriso soddisfatto e demoniaco.

Anche la nudità può essere un modo mirato atto ad evidenziare l'androginia data dalla schiena maschile e il dorso prettamente femminile, l'androgino, l'equilibrio tra due opposti, la Spada (a doppio taglio, quella che viene attribuita a thipharet)

Kabbalisticamente parlando abbiamo;
La spada nella mano sinistra Geburah, la severità, il re sul carro. Rigore, Forza.

La testa di Perseo Chesed, nella mano destra la grazia, il re sul trono, il virtuoso. Misericordia, Grandezza.
Medusa (in questo caso specifico) è la Bellezza, il dio sacrificato, Tiphareth
L'equilibrio tra Severità e Amore che porta all'armonia della Bellezza
Ricordiamo che nel mito scritto da Ovidio, Medusa era la più bella delle Gorgoni, che innamorata di Poseidone consumò il suo amore con lui nel tempio di Atena.
Quest'ultima trasforma la bellissima fanciulla nella medusa/mostro. 
Ricordiamo anche che dalla testa di Medusa uscirono l'eroe Crisone e Pegaso quindi medusa è un simbolo di grembo, la parola Medusa in greco: Μέδουσα, Médousa, vuol dire "protettrice", "guardiana", da μέδω, médō, "proteggere", torniamo al significato di grembo, che contiene e protegge.

Aggiungo la somiglianza dei due volti se guardate bene hanno le stesse proporzioni bocca e naso uguali, ancora simbologia dell'androgino, o dei gemelli e in quest'ultimo troviamo sempre un significato iniziatico che prende in considerazione un'ascesa spirituale nel sacrificio di uno dei fratelli.

Alla luce di questa simbologia, penso che la scelta della non mostruosità e di tutto il resto del simbolismo sia scelto e mirato (troviamo il tema della decollazione anche in Giovanni Battista e Gesù e affinché il messia cresca il battista deve decrescere)

Senza Medusa resa mostro, Perseo non avrebbe avuto modo di diventare l'eroe mitologico che conosciamo e Pegaso non si sarebbe manifestato... 

Anche nel sacrificio del mostro medusa c'è una storia e anche nel sacrificio a monte della bellezza di medusa c'è una storia che poi diventa il mito che tutti conosciamo.

28/02/19

Aggiorno quanto detto riportando una nozione appena acquisita da una nota scritta da Guénon nel libro 'Sull'esoterismo cristiano';

"La testa di Medusa, che muta gli uomini in pietre' (parola che ha un ruolo importantissimo nel linguaggio dei "Fedeli d'Amore") rappresenta la corruzione della Saggezza; i suoi capelli (i quali simboleggiano i misteri divini secondo i Sūfī) diventano serpenti, presi naturalmente in senso sfavorevole.."

I capelli della Medusa primordiale (quella non trasformata in mostro) rappresentavano i misteri divini, questo significa ancora una volta che i simboli posso raccontare delle verità sempre più profonde a seconda della profondità con la quale vengono interpretati, quest'opera non ha nulla a che fare con l'orgoglio femminista ma ovviamente ne viene preso a simbolo in quanto è quello il grado di comprensione che probabilmente hanno le donne non interessate alla simbologia esoterica e in ultimo punto che la mia intuizione iniziale era giusta.

Bisognerebbe capire se lo scultore è a conoscenza di questa simbologia o se ha eseguito un lavoro manuale per qualcuno che sapeva cosa andava ad innescare... e come al solito la divisione in prospettive soggettive oppure una valutazione di tipo oggettivo partendo dalla simbologia profonda ma prima di tutto da un'occhio che parte sempre da una visione d'insieme.. diciamo "a sensazione"

"L'iniziazione dell'autore ha forse un'importanza minore...Si tratta di un'"esteriorizzazione" di dati esoterici, ma che non hanno nulla a che vedere con una "volgarizzazione"...Può darsi che per una simile "esteriorizzazione" un'organizzazione iniziatica abbia scelto come "portavoce" un semplice profano... Per le sue qualità (artistiche), o per un'altra ragione contingente qualsiasi..."

René Guénon 'Sull'esoterismo cristiano'

La runa

28/04/2018
Giorni prima di questa data ho fatto un sogno;
Ero in un palazzo antico stile vittoriano, sontuoso e massonico, aspettavo il mio turno ai piedi di una scalinata, che conduceva in una stanza posta sulla sinistra.
Ero impaziente agitata allo stesso tempo e sentivo come se dovessi superare una prova
Sentivo persone che dopo essere entrate gridavano e questo contribuiva alla mia agitazione, facevo avanti e indietro in quell'anticamera aspettando il mio momento.
Mi chiamano e salgo le scale (non ricordo quante fossero ma non erano una quantità tra 7 e 10 massimo), apro la porta ed entro in una specie di chiesa con due colonne prima dell'altare, io però vengo posizionata nella parte centrale della maestosa stanza che aveva una specie di ringhiera dove si svolgevano i rituali.
Vengo raggiunta da una persona che conosco, di nome Pietro(pietra אבן even in ebraico, parola composta da אב av, il padre e da בן ben, il figlio è il simbolo dell'uomo nel quale il risveglio della coscienza è avvenuto. L'uomo risvegliato che conosce il cammino dell'unità da riconquistare. In ebraico Petros פטדום significa "colui che apre". Chiunque entri nell'energia di questo nome può aprire e chiudere la "porta degli dèi) che prende uno stampo a fuoco, io indietreggio impaurita ma mio padre mi tiene dalla schiena e mi dice di non aver paura.
Nell'ultima scena del sogno vengo marchiata a fuoco sullo stinco e il marchio è una runa, non sento alcun dolore mi tranquillizzo... mi sveglio e rimango perplessa.
Di seguito riporto il significato della runa che ho visto in sogno;

13: bar, beork, bioerk, nascita [Geburt], feretro [Bahre], canzone (bar = canzone; bardit = canto popolare)
Un tredicesimo ne conosco: se verso dell'acqua su un giovane guerriero, egli non cadrà anche se nel mezzo della mischia, e non piegherà di fronte alle spade.
Nella runa "bar" la vita spirituale del Tutto, la vita eterna in cui la vita umana si alterna tra nascita e morte eccetto un giorno, si pone in opposizione a questo giorno nella vita in forma umana, che precede da "bar" (nascita) attraverso "bar" (vita come canto) a "bar" (bara-morte) e che viene santificata e incantata dall'acqua della vita del battesimo.
Questa vita è confinata tra nascita e morte... la predeterminazione e l'assegnazione del destino governano le cieche leggi del caso, che influenzano la libera volontà dell'uomo, ed è contro tale perverso decreto del fato che si suppone agisca la santa benedizione.
Le genti germaniche non conoscevano alcun "cieco destino".
Credevano nella predestinazione nel senso più ampio, ma intuitivamente videro che molte restrizioni  (gli accidenti del caso) si frappongono sulla via del completamento e del compimento del proprio destino con lo scopo di accrescere e rinforzare il potere personale.
Senza questi accidenti si dovrebbe essere uguali gli uni agli altri, mentre un realtà non si trovano due cose identiche e così pure nella vita umana; il neonato deve essere consacrato con l'acqua della vita come difesa contro gli accidenti.
Perciò: "La tua vita è nelle mani di Dio; credilo in te"
Dal libro "il segreto delle rune" di Guido von List

Circa due mesi dopo (il 17 giugno) a mio padre si stacca il collo del femore e inizia un periodo tragico (la frattura spontanea del collo del femore è come un'ultimo richiamo alla sua zoppia spirituale prima che la morte lo sorprenda da questa parte della "porta". In un lasso di tempo molto breve, quello di un rivolgimento interiore, egli può cominciare la sua verticalizzazione. Dal libro " il simbolismo del corpo umano" di Annick de Souzenelle).
Il 30 dello stesso mese la mia adorata micia muore in circostanze che ancora non so spiegare...
Ad ottobre dopo un lungo periodo di degenza e riabilitazione mio padre ci lascia dopo una settimana di tracollo totale...
Il giorno stesso, il 27 ottobre, un mio contatto, che ha significato molto nella mia vita interiore, mette un Like sul post che avevo scritto sulla mia pagina Facebook a proposito della runa (solo della runa senza contestualizzarla nel sogno che era strettamente privato ma soprattutto mi aveva lasciata molto perplessa) post pubblicato mesi prima (per l'appunto il 28 aprile ma il sogno avvenne il 27 notte, esattamente 6 mesi prima della morte di mio padre) e questa cosa mi risvegliò alla memoria quello strano sogno con mio padre, nel dolore della perdita ebbi anche una sensazione di stupore assoluto.
Devo dire che faccio spesso sogni particolari o premonitori, ad esempio una settimana prima della morte di papà sognai simbolicamente il suo funerale ma allora niente lasciava pensare a una premozione e sperai di sbagliare...
Che la morte di papà sia stata una prova del fuoco per me è assodato, perché da essa ho compreso molte cose che fino a quel momento mi mettevano in conflitto con il maschile che c'è dentro di me, che abbia amplificato la mia sensitività anche, tra l'altro anche la morte della mia micia simbolicamente è stata come la morte del mio stato di Puer... La mia zona confort...
Io credo che nel significato della runa sia racchiusa una fase successiva del "percorso" della mia vita, iniziato con il declino di mio padre... la morte di papà forse condurrà la mia anima da qualche parte...
Nell'AniMo Antico

2019 analisi numerologica

Il 2019 in analisi numerologica è associata al 12 o al 3.
Due numeri che nella loro simbologia numerica hanno un significato molto importante.
Usciamo da un anno contrassegnato dal numero 11 o 2 che possiamo descrivere su due livelli diversi, o due ottave contraddistinte.
11 numero speciale, su ottava superiore rispetto al 2, ci dà la possibilità di evolvere interiormente allo stato di mag (conoscenza, magia) ma come tutte le evoluzioni interiori, questo numero ha in sé una crescita a "caro prezzo".
Per questo l'anno passato è stato caratterizzato per molti, da sofferenze che elaborate in maniera iniziatica hanno portato a una trasmutazione interiore.
Il 2 invece è il numero della coppia divina ma anche della dualità e della separazione, il 2 indica anche gli opposti che creano la sofferenza del "centro"..
Il 2019 passa al 12 o 3.
Esaminiamo il significato simbolico del numero 12;
esso rappresenta la via iniziatica, abbiamo lavorato con impegno dentro di noi per giungere al momento della trasformazione.
Tutte le prove vissute sottolineano la grande forza interiore che ciascuno di noi possiede per divenire ancora più determinati a proseguire il cammino della conoscenza e della consapevolezza, a continuare l'introspezione e la realizzazione di noi stessi.
Il 12 è il simbolo della prova iniziatica fondamentale, che permette di passare da un piano ordinario ad un piano superiore, sacro.
La 12ma lettere ebraica è LAMED, ha valore 30.
La lezione di LAMED è l'Amore, l'unico stato di coscienza che ci possa condurre a comprendere il fondamento stesso della Creazione.
LAMED si identifica con lo studio delle leggi dell'Universo ma per potervi accedere ci viene chiesto di comprendere la prima legge, il primo di tutti i principi, quello dell'Amore, affinché sia l'Amore l'espressione diretta dell'Anima, il potere risvegliato della guarigione.
12 è composto da 1 il guerriero e 2 la coppia divina, ma la sua riduzione 1+2=3,  lo trasforma in un archetipo anch'esso importante, che andremo ad analizzare successivamente.
Il 12 è prodotto della moltiplicazione del 3x4; anche questo suo aspetto è di estrema rilevanza perché indica la ricomposizione della totalità originaria, la discesa in terra di un modello cosmico di pienezza e di armonia.
Infatti indica la conclusione di un ciclo compiuto.
È il simbolo del bene sopra tutto.

Il 3 per i Celti è considerato il numero perfetto, triplice manifestazione del Dio Unico, Forza, Saggezza e Amore.
La Triade o Hung, come viene riconosciuta in Cina, rappresenta il Cielo, la Terra e l'Uomo.
La Trinità, nel dogma cristiano è l'idea di un Dio "uno e trino" Padre, Figlio e Spirito Santo.
La terza lettera ebraica è Gimel. La sua funzione è la Rotazione.
La Vita, l'Universo, è dinamismo, evoluzione.
Questa funzione mette in movimento tutte le energie e le potenzialità che sono in Alef e in Beth.
Sogni, progetti e bellezza che sono nel nostro cuore, nella mente e nel corpo, si mettono in movimento, sono attivate e spinte dalla passione, dall'entusiasmo che anima il nostro spirito... privo di attriti.
Il numero 3 possiede lo spirito, è il compendio dell' Uno e del Due, è un numero completo che si esprime con l'azione e la parola.
Le sue caratteristiche sono la creatività, l'espressione di sé, dei propri potenziali.
L'ombra di questo numero è nel non ricercare in se stessi i propri potenziali ma nell'altro...
La vera Evoluzione è la ricerca della Propria Autenticità e lo sviluppo dei Propri Potenziali per questo motivo l'anno 2019 sarà  all'insegna di questa vera Via, unica strada verso la Completezza, completezza che caratterizza sia il numero 3 che il 12.
Il 2019 sarà all'insegna dell'Armonia e armonia è equilibrio (tra vari fattori), quindi in questa parola risiede tutto ma senza sbilanciamento...
Nell'AniMo Antico

Si dice che le esperienze che creano dolore siano temporalmente circolari ma, il moto circolare non è fine a se stesso (questo avviene solo quando non si esperisce il dolore in insegnamento e quindi la vita lo ripropone in egual misura) ma, procede come una spirale che si erge verso l'alto e crea un'innalzamento di coscienza e conoscenza sempre a "un'ottava superiore"... Questa immagine somiglia al nostro DNA, e come tutto nella vita, sta ad indicarci che tutto ciò che è all'"interno" lo si trova anche all'"esterno"... "come in alto così in basso", "microcosmo/macrocosmo".
A.M.
"Come in una nascita il corpo del bambino oscilla nel ventre della madre per mettere la testa nell'asse del collo uterino, così l'uomo che ha messo radice e che è pronto a nascere oscilla dalla morte alla vita e giunge a presentarsi nell'asse della nascita, davanti alla prima porta.
Allora le contrazioni cominciano.
Esse sono, su un piano sottile, come degli inasprimenti progressivi degli eventi della nostra vita.
Questi costituiscono i pioli della scala che siamo invitati a salire.
Ci obbligano a trovare in noi nuove forze; non più le forze volontarie che potevano un tempo mascherare l'erranza riconducendo ad un'asse esterna, ideologica, morale, o di un'etica differente, ma la forze ontologiche, quelle delle nostre terre interiori, quelle che, aspirate, danno con l'energia l'informazione legata al nuovo campo di coscienza e che aprono ad una nuova intelligenza"
"Il simbolismo del corpo umano" di Annick de Souzenelle